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Il Palazzo Senatorio nel XIV secolo (ipotesi ricostruttiva)

Costruito tra la metà del XII secolo e l'ultimo quarto del XIII secolo sulle rovine dell'antico Tabularium , fu sede dal 1144 del Comune di Roma e del suo più alto rappresentante: il Senatore, responsabile dell'amministrazione della giustizia e degli interessi cittadini.

La facciata principale del palazzo duecentesco si apriva verso la futura piazza del Campidoglio con una serie di loggiati con archi a tutto sesto disposti su tre livelli. Nella sala del primo piano, dove era il tribunale del Senatore, le arcate in laterizio erano scandite da colonne antiche di recupero con capitelli ionici del primo quarto del Duecento. Un grande arco decentrato sulla destra della facciata segnava l'ingresso principale dalla piazza. Nel corso del Trecento il palazzo comincia a chiudersi come una fortezza; molte arcate dei loggiati furono tamponate e torri-contrafforte costruite da Bonifacio IX, poi da Martino V (1427 circa) e Niccolò V (1451), rinforzarono i fianchi del possente edificio dominato da una torre merlata quattrocentesca..

Michelangelo, tra il 1542 e il 1554 , progettò la monumentale scalinata a doppia rampa che svolge la triplice funzione di accesso alla nuova progettata aula del Senatore, raccordo plastico tra la piazza e il palazzo ed elegante ambientazione architettonica per le due colossali statue antiche del Nilo e del Tevere. Alcuni suoi progetti per la facciata furono più tardi ripresi dall'architetto Giacomo della Porta, che la realizzò e completò solo nell'ultimo decennio del Cinquecento. L'antica torre quattrocentesca fu sostituita dalla grandiosa torre campanaria realizzata dall'architetto Martino Longhi il Vecchio tra il 1578 e il 1582.

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