Galleria

Sui due lati della Galleria si allineano opere di scultura di vario genere ed epoca, affiancate secondo un gusto prettamente ornamentale. 
Molte statue sono copie romane derivate da originali di grandi scultori greci, ormai perduti. 
I restauri moderni ne hanno in alcuni casi alterato pesantemente lo schema iconografico. 
Centinaia di piccole iscrizioni, provenienti in gran parte dal colombario dei servi e liberti dell'imperatrice Livia sulla via Appia, sono murate nelle pareti.

Palazzo Nuovo - Galleria

Nella galleria sono collocate oltre 100 sculture di carattere, dimensioni e provenienze diverse. Sculture rappresentanti divinità e personaggi della mitologia antica, opere d'arte di straordinario impegno formale e manufatti decorativi raccolti con gusto antiquario, scandiscono il lungo percorso della galleria offrendo un panorama irripetibile della cultura figurativa tramandataci dall'antichità.

La sistemazione delle opere ricalca, per grandi linee, quella curata con grande erudizione dal marchese Alessandro Capponi su incarico di papa Clemente XII, che portò nel 1734 all'inaugurazione del Museo.

Tra le opere più significative vanno citati:
 - il cratere a calice proveniente dalla tomba di Cecilia Metella e decorato con un elegantissimo motivo vegetale, poggiante su un puteale decorato a rilievo con le figure dei dodici dei;
 - la splendida figura di Leda con il cigno, trasposizione scultorea del tema mitologico che vide Zeus trasformarsi in cigno per conquistare l'amore di Leda: da questa unione nacquero Elena di Troia ed i divini gemelli Castore e Polluce;
 - la vecchia ebbra, rappresentata con crudezza realistica mentre stringe il vaso del vino, probabilmente copia da un originale ellenistico del III secolo a.C.;
 - l' Ercole in lotta con l'Idra: la scultura, rinvenuta nell'area di S. Agnese fuori le Mura, e largamente integrata da Alessandro Algardi (1602-1654), deriva da un modello elaborato da Lisippo nel IV secolo a.C. Il frammento di gamba esposto accanto, probabilmente antico e ritrovato nello stesso luogo, fu inizialmente utilizzato per il restauro della scultura ma poi sostituito dalla composizione barocca;
 - il raffinato Eros che tende l'arco, caratterizzato dall'equilibrio instabile della figura, copia di una celebre opera di Lisippo del IV secolo a.C. ;
 - il magnifico sarcofago monumentale con scene di amazzonomachia, del II secolo d.C., sormontato da una testa di Dioniso;
 - l' Ercole bambino che strozza i serpenti, nel quale è forse da riconoscere il piccolo Annio Vero;
 - il guerriero caduto, creato dall'artista Monnot (1658-1733) come pendant del Galata Morente, riutilizzando un torso antico copia del Discobolo di Mirone.

Sulle pareti sono sistemate le iscrizioni funerarie provenienti dal colombario dei servi e dei liberti di Livia, scoperto nel 1726 sulla via Appia: i cento mestieri riportati dalle iscrizioni presentano uno spaccato di grande interesse riguardo la vita nella corte imperiale.

Testa di Apollo
Scultura
Da originale greco del IV secolo a.C.
Testa di divinità femminile
Scultura
Originale ellenistico
Statua di ??Vecchia ebbra??
Scultura
Da originale ellenistico
Statua di Leda con il cigno
Scultura
Dall’originale dello scultore Timotheos (360 a.C.)
Statua di Ercole, restaurato come uccisore dell'Idra di Lerna
Scultura
Da originale del primo ellenismo. Restauro moderno di Alessandro Algardi (XVII secolo)
Torso di Discobolo, restaurato come guerriero ferito
Scultura
I secolo d.C. - Parte antica: copia del torso del discobolo di Mirone (460 a.C.). Restauro moderno di Pierre-Etienne Monnot (1658-1733)
Fanciullo raffigurato come Ercole che strozza i serpenti
Scultura
Seconda metà del II secolo d.C.
Statua di Eros che incorda l'arco
Scultura
Da un originale di Lisippo