Satiro danzante (III-II secolo a.C.), bronzo ?? Mazara del Vallo
Il Satiro Danzante ai Musei Capitolini
Seconda tappa romana, dopo Palazzo Montecitorio, dell'esposizione del Satiro in bronzo rinvenuto in mare presso Mazara del Vallo tra il 1997 e il 1998, restaurato dall'Istituto Centrale per il Restauro.
L'esposizione del Satiro Danzante ai Musei Capitolini nella Sala degli Orazi e Curiazi, accanto ad altri notevoli esempi della statuaria antica in bronzo, è immediatamente successiva alla mostra organizzata dopo il restauro a Palazzo Montecitorio, prima del ritorno nella sede definitiva a Mazara del Vallo.
Il Satiro era stato rinvenuto in mare nel canale di Sicilia in due momenti distinti: al ritrovamento della gamba sinistra, rimasta impigliata nelle reti di un motopesca mazarese nel 1997, aveva fatto seguito nel marzo del 1998 quello del corpo, privo dell'altra gamba e delle braccia.
Doveva probabilmente far parte del carico di una nave naufragata tra la Sicilia e il Capo Bon tra il III ed il Il secolo a.C., i cui resti furono individuati per mezzo di analisi con sonar a scansione laterale nel tratto di mare interessato dal rinvenimento.
Come il relitto di Madhia, rinvenuto nell'antistante costa nord africana, è una testimonianza del fiorente commercio antiquario dell'antichità, funzionale a soddisfare le esigenze decorative e di arredo delle ricche dimore di epoca ellenistica e romana.
Complessi interventi diagnostici e conservativi sono stati effettuati sulla statua dall'Istituto Centrale per il Restauro tra il 1998 e il 2002.
La figura aveva dimensioni maggiori del vero ed era alta oltre due metri; il peso complessivo delle parti conservate è di circa 108 chilogrammi (96 il corpo, 12 la gamba staccata).
Il giovane Satiro è colto nell'atto di danzare, con le braccia allargate, che reggevano verosimilmente un tirso e una coppa, la gamba sinistra sollevata e il capo rovesciato di lato con i capelli fluttuanti.
La sua natura semiferina è segnalata dalle orecchie a punta e dalla coda, ora scomparsa ma della quale resta, sul retro della statua, il foro d'aggancio.
I confronti più decisivi sono rintracciabili in opere del pieno Ellenismo, un periodo nel quale assume maggiore rilevanza l'interesse per l'analisi realistica del movimento, sia potenziale sia in azione, e per la rappresentazione di attività umane lontane dal decoro imposto dalla società di età classica.
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