L’Arte Ritrovata

Immagine: 
“Statua di Artemide marciante”, fine I sec. a.C. – inizi I sec. d.C., marmo greco, tracce di policromia, h cm 113, inv. 568647 – Roma, Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo alle Terme
L’impegno dell’Arma dei Carabinieri per il recupero e la salvaguardia del nostro Patrimonio Culturale
07/06/2019 - 26/01/2020
Musei Capitolini,
Palazzo dei Conservatori, Sale piano terra

L’esposizione, curata da Daniela Porro e Alessandro Mandolesi, è ospitata nel Palazzo dei Conservatori (Sale terrene) in occasione del cinquantennale di istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

La mostra, che nasce dalla lunga e consolidata collaborazione (28 anni) fra il Nucleo TPC e il Centro Europeo per il Turismo e la Cultura, è inaugurata alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri e intende promuovere i tanti anni di condivisione di eventi culturali divenuti ormai “storici”: da questa sinergica collaborazione hanno infatti preso avvio le prime mostre di opere recuperate, che hanno contribuito a migliorare la conoscenza verso il grande pubblico del lavoro di salvaguardia svolto dal Comando Carabinieri TPC.

L’ARTE RITROVATA si caratterizza come un mosaico di testimonianze archeologiche e artistiche che rappresentano simbolicamente le moltissime opere restituite alla comunità ed esposte nelle mostre promosse dal TPC con il Centro Europeo per il Turismo e la Cultura.  

Un viaggio quindi alla scoperta dell'archeologia e dell'arte italiana attraverso una scelta di opere di estrema qualità, messe insieme per la prima volta in un’eccezionale sintesi sulla pluridecennale azione di salvaguardia, una vera testimonianza di riconoscimento al prezioso lavoro dell’Arma dei Carabinieri.

Il focus della mostra è concentrato sull’attività di contrasto alla razzia subita dal patrimonio nell’ultimo trentennio: una lunga stagione di saccheggio archeologico e di furti nei complessi sacri a cui il TPC ha cercato di porre un freno mediante un deciso monitoraggio del territorio, arrivando a sequestrare migliaia di reperti, una quantità che dobbiamo comunque immaginare limitata rispetto al numero complessivo di opere depredate.

La mostra ospita una selezione di opere sequestrate e ora custodite presso i depositi di importanti musei italiani o restituiti alle proprie sedi originarie: si tratta di una rappresentazione ideale del lungo e faticoso lavoro di studio e di azione degli investigatori. Le opere provengono da sequestri a grandi ricettatori o collezionisti, inseriti nella ramificata trama del commercio internazionale che ha alimentato anche prestigiose collezioni di musei stranieri. Una sezione speciale è dedicata a una delle più importanti operazioni condotte dal TPC negli ultimi anni, “l’operazione Andromeda”, grazie alla quale straordinarie opere, qui esposte per la prima volta, sono state restituite alla comunità.

Si potranno ammirare anche tre dei cinque dipinti rubati nel 1999 proprio dalle collezioni dei Musei Capitolini e recuperati nello stesso anno a Latina, il San Giovanni Battista del Guercino, la Sacra Famiglia con i Santi Francesco e Caterina d’Alessandria di Ludovico Carracci e l’Adorazione dei Magi di Benvenuto Tisi, detto il Garofalo. Di notevole pregio anche la preziosa scultura raffigurante Artemide marciante di età augustea, oggetto di scavo clandestino nell’area di Caserta e recuperata al termine di complesse indagini nel 2001, quando stava per essere trasportata all’estero per essere venduta a un noto museo; in un confronto all’americana, si contrappongono all’Artemide marciante le anti-Artemide moderne, ossia tre copie in marmo e gesso dell’originale realizzate dai trafficanti per sviare le indagini dei Carabinieri. Seguono importanti affreschi indebitamente strappati da una villa romana rimasta ancora sconosciuta presso Pompei, dallo stile affine alle stanze dipinte della Villa imperiale di Poppea a Oplontis, alcuni esportati in Svizzera e altri negli Stati Uniti (al J. Paul Getty Museum e al Metropolitan Museum of Art di New York); completano la rassegna vasi e bronzi di grande prestigio e bellezza trovati in occasione di scavi clandestini in Puglia, Sicilia ed Etruria, e successivamente recuperati dall’Arma dei Carabinieri.

Oggetti tutti destinati a soddisfare il solo gusto estetico dei collezionisti privati ma che oggi tornano a essere patrimonio di ogni cittadino. E con essi ritornano i racconti che capolavori o piccoli oggetti della quotidianità ci tramandano. L’esposizione raccoglie opere databili in un lunghissimo arco di tempo compreso fra l’VIII secolo a.C. (reperti di età greca, etrusca e romana) e l’età moderna (pitture rinascimentali e barocche).

 

Information

Place
Musei Capitolini
, Palazzo dei Conservatori, Sale piano terra
Opening hours

dal 7 giugno 2019 al 26 gennaio 2020
Tutti i giorni ore 9.30 - 19.30 la biglietteria chiude un’ora prima

N.B. Per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli avvisi

Entrance ticket

Vedere la pagina: Biglietti e videoguide

Information

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)

Promossa da
Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Centro Europeo per il Turismo, Cultura e Spettacolo, Roma

SPONSOR SISTEMA MUSEI IN COMUNE
Con il contributo tecnico di
Ferrovie dello Stato Italiane

Media partner Il Messaggero

Servizio di Vigilanza Unisecur Srl

Servizi museali Zètema Progetto Cultura

Type
Exhibition|Documentary
Booking compulsory:
No
Curator
Daniela Porro, Direttore del Museo Nazionale Romano, e Alessandro Mandolesi, archeologo

Press Room

Data conferenza
06/06/2019 - 11:30
Luogo
Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori, Sale Terrene

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