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Collezione Santarelli Sala degli Affreschi Sala del Frontone

Palazzo Clementino Caffarelli

Il Palazzo Caffarelli, compreso il nucleo più antico denominato Palazzo Clementino, è stato inserito nel percorso museale dal 2000.
I lavori di restauro hanno consentito, soprattutto per le sale del Palazzo Clementino, di ripristinare le dimensioni originarie degli ambienti e di recuperare parte degli apparati decorativi di quello che era il piano nobile del Palazzo.

Il nucleo originario dell’edificio sorse nella seconda metà del XVI secolo sul Campidoglio, dove si estendeva la proprietà della nobile famiglia dei Caffarelli. La costruzione, addossata al Palazzo dei Conservatori, è rappresentata con tutta evidenza nelle piante della città di Roma fin dal 1593; in epoca moderna è stata denominata, impropriamente, Palazzo Clementino.
A questo antico edificio appartengono la sala degli Affreschi e le tre sale attigue, come testimoniano i soffitti lignei a piccoli cassettoni e i brani delle decorazioni parietali rinvenute nel corso dei restauri, elementi superstiti di un apparato decorativo riconducibile alla stessa epoca.

Sala del Frontone

Palazzo Clementino Caffarelli - Sala del Frontone

La ricomposizione del frontone in terracotta da Via di San Gregorio, presentata in      mostra nel 2002, ha trovato una collocazione all'interno del percorso museale. 
Nell'altorilievo del timpano è raffigurata una scena di sacrificio alla presenza di tre divinità, Marte e due dee, celebrato da un offerente togato a cui tre inservienti a torso nudo conducono dalle due estremità del frontone sei animali disposti su due file. 
Resta anche parte della cornice architettonica degli spioventi del tetto (sima frontonale), a cui si sovrappone al centro un piccolo rilievo con il mito di Eracle ed Esione.

L'esposizione propone una proposta di ricostruzione della decorazione in terracotta policroma del frontone di un tempio romano della metà del II sec. a. C., rinvenuta alla fine dell’Ottocento in Via di San Gregorio, nella valle tra Palatino e Celio, durante i lavori per la messa in opera di una grande fognatura; le terrecotte furono messe in luce nella parte centrale della strada, al di sotto di un strato contenente i detriti dell’incendio neroniano del 64 d.C. 
Le nuove integrazioni accentuano l’eccezionalità di questo complesso, che costituisce l’esempio più completo di frontone chiuso in terracotta di età tardo-repubblicana da un tempio della Roma antica.

L’altorilievo frontonale presenta una scena di sacrificio a Marte e a due divinità femminili, compiuto da un celebrante togato a cui vengono condotti da inservienti a torso nudo sei animali disposti in due file.
Il sacrificio è raffigurato nel momento successivo alla fase iniziale ( praefatio), quando erano versati sull’altare vino ed incenso, immediatamente prima della consacrazione agli dei degli animali ( immolatio), portati verso il celebrante per essere cosparsi con una speciale mistura di farro e sale ( mola salsa), aspersi con vino sul muso e segnati simbolicamente con un coltello dalla testa alla coda. L'uccisione avrà luogo subito dopo, seguita dall'offerta sull'altare delle parti destinate agli dei.

Un piccolo rilievo con rappresentazione del mito di Eracle in lotta contro un mostro marino per la liberazione di Esione, figlia del re di Troia Laomedonte e sorella di Priamo, occupava la sommità del tetto ed era applicato alle lastre centrali della cornice sbaccellata vivacemente dipinta che orlava gli spioventi.

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