Musei Capitolini

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Appartamento dei Conservatori

Le sale che lo compongono, al primo piano del palazzo, erano utilizzate dai Conservatori per le attività connesse con il loro ufficio e costituiscono un complesso unitario per funzione e apparato decorativo.
In esse si tenevano, tra l'altro, le riunioni del Consiglio Pubblico e del Consiglio Segreto.
La ricca decorazione di questi ambienti di rappresentanza (affreschi, stucchi, soffitti e porte intagliati, arazzi) ha come motivo conduttore l'antica storia di Roma, dalla fondazione all'età repubblicana.
Il più antico ciclo di affreschi risale all'inizio del XVI secolo.

Il piano nobile del Palazzo ospita le Sale di rappresentanza dei Conservatori, denominate Appartamento.
Esse rappresentano il nucleo più antico del Palazzo: una parte degli ambienti conserva ancora parti del ciclo di affreschi eseguito agli inizi del secolo XVI, mentre la decorazione delle altre sale è stata rinnovata dopo l'intervento michelangiolesco.

L’intero apparato decorativo dell'Appartamento, pur realizzato in interventi successivi e distinti, presenta tuttavia un carattere unitario legato alla esaltazione e al ricordo delle virtù e del valore degli antichi.

Trovarono collocazione in queste sale anche le antiche sculture bronzee che nel 1471 furono donate da Papa Sisto IV al popolo romano in virtù del loro valore simbolico, come memoria della grandezza di Roma che il governo pontificio intendeva rinnovare.
La donazione dei bronzi sistini è considerata l'atto di fondazione dei Musei Capitolini e da allora opere d'arte, sculture antiche e dipinti di pregevole valore, furono raccolte in Campidoglio.

Sala dei Trionfi

Appartamento dei Conservatori - Sala dei Trionfi

Il fregio affrescato che corre lungo la parte superiore delle pareti, commissionato a Michele Alberti e Jacopo Rocchetti nel 1569, raffigura il trionfo di Lucio Emilio Paolo sul re della Macedonia Perseo con lo sfondo del Campidoglio e del Palazzo dei Conservatori. 
Il soffitto ligneo a cassettoni è l'unico conservato tra quelli eseguiti nel Palazzo da Flaminio Bolonger. 
Sono raccolte in questa sala alcune grandi sculture bronzee: il Bruto Capitolino, lo Spinario e il Camillo.

La sala prende il nome da un affresco a ciclo continuo che corre sotto il soffitto, in cui è raffigurato il trionfo celebrato dal console romano L. Emilio Paolo su Perseo, re di Macedonia ( 167 a.C. ). L'affresco eseguito dai pittori Michele Alberti e Iacopo Rocchetti nel 1569 ripropone con fedeltà la descrizione della cerimonia tramandataci dal racconto dello storico greco Plutarco, in cui per ben quattro giorni sfilarono i beni e le opere sottratte al nemico come bottino di guerra. I luoghi e i palazzi della Roma rinascimentale fanno da sfondo al fastoso corteo che accompagna il vincitore fin sul Campidoglio, riconoscibile per la raffigurazione della nuova facciata del Palazzo dei Conservatori che proprio in quegli anni si andava edificando.

Le sontuose processioni trionfali sono evocate anche dallo splendido vaso in bronzo conservato nella sala. L’opera è giunta a Roma come probabile bottino delle guerre di conquista in Oriente del I secolo a. C. Un’iscrizione incisa sul bordo riporta il nome di Mitridate Eupatore re del Ponto tra il 120 ed il 63 a.C.

La sala ospita, tra le altre opere, preziosi bronzi antichi: lo Spinario, detto anche Cavaspina, che riproduce un giovinetto che si toglie la spina dal piede, opera eclettica del I secolo a. C., e il Camillo, detto anche la Zingara, che rappresenta un giovinetto addetto al culto, ambedue donati da Sisto IV nel 1471. Notevolissimo il Bruto Capitolino, uno dei più antichi ritratti romani, risalente al IV o III secolo a.C., donato al Campidoglio nel 1564.

Il soffitto ligneo è stato eseguito nel 1568 dal Bolonger; il recente restauro ne ha rimesso in luce l'elegante cromia, oltre alla ricchezza e varietà degli intagli .

Vasellame
120-63 a.C.
inv. MC1068
Affresco
Michele Alberti e Jacopo Rocchetti, 1569
Scultura
I secolo a.C.
inv. MC1186
Scultura
I secolo d.C.
inv. MC1184
Scultura
IV-III secolo a.C.
inv. MC1183

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