Musei Capitolini

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Sala degli Orazi e Curiazi Sala dei Capitani Sala di Annibale Cappella Sala degli Arazzi Sala dei Trionfi Sala della Lupa Sala delle Oche Sala delle Aquile

Appartamento dei Conservatori

Le sale che lo compongono, al primo piano del palazzo, erano utilizzate dai Conservatori per le attività connesse con il loro ufficio e costituiscono un complesso unitario per funzione e apparato decorativo.
In esse si tenevano, tra l'altro, le riunioni del Consiglio Pubblico e del Consiglio Segreto.
La ricca decorazione di questi ambienti di rappresentanza (affreschi, stucchi, soffitti e porte intagliati, arazzi) ha come motivo conduttore l'antica storia di Roma, dalla fondazione all'età repubblicana.
Il più antico ciclo di affreschi risale all'inizio del XVI secolo.

Il piano nobile del Palazzo ospita le Sale di rappresentanza dei Conservatori, denominate Appartamento.
Esse rappresentano il nucleo più antico del Palazzo: una parte degli ambienti conserva ancora parti del ciclo di affreschi eseguito agli inizi del secolo XVI, mentre la decorazione delle altre sale è stata rinnovata dopo l'intervento michelangiolesco.

L’intero apparato decorativo dell'Appartamento, pur realizzato in interventi successivi e distinti, presenta tuttavia un carattere unitario legato alla esaltazione e al ricordo delle virtù e del valore degli antichi.

Trovarono collocazione in queste sale anche le antiche sculture bronzee che nel 1471 furono donate da Papa Sisto IV al popolo romano in virtù del loro valore simbolico, come memoria della grandezza di Roma che il governo pontificio intendeva rinnovare.
La donazione dei bronzi sistini è considerata l'atto di fondazione dei Musei Capitolini e da allora opere d'arte, sculture antiche e dipinti di pregevole valore, furono raccolte in Campidoglio.

Sala dei Capitani

Appartamento dei Conservatori - Sala dei Capitani

Gli affreschi che ricoprono le pareti, opera di Tommaso Laureti alla fine del '500, si riferiscono alla prima età repubblicana e riproducono sotto forma di arazzi episodi esemplari di coraggio e valore degli antichi romani. 
Nella sala sono celebrati anche, con lapidi e statue ritratto, uomini illustri e capitani delle milizie pontificie

La decorazione ad affresco della sala fu realizzata tra il 1587 e il 1594 da Tommaso Laureti (1530-1602), allievo del pittore Sebastiano del Piombo. 
Con vivacità cromatica e monumentalità di accenti, si narrano esempi di valore militare e di virtù civili del primo periodo della repubblica, continuando idealmente il racconto storico della sala degli Orazi e Curiazi (in entrambe le sale sono stati riproposti i temi della decorazione del palazzo eseguita nel primo decennio del 1500 e perduta in seguito al rinnovamento architettonico degli ambienti).

La Giustizia di Bruto: il soggetto dell'affresco rappresenta un episodio poco noto narrato dallo storico Tito Livio. Bruto e Collatino, primi consoli della repubblica, assistono all'esecuzione dei figli dello stesso Bruto, condannati a morte per alto tradimento. L'affresco fu realizzato, per il suo significato simbolico, sulla parete in cui era allestito il Tribunale dei Conservatori recante l'iscrizione in lingua latina "Diligite iustitiam" (Amate la Giustizia).
Muzio Scevola davanti a Porsenna: l'eroe romano Muzio Scevola, fallito il tentativo di uccidere il re etrusco Porsenna, lascia bruciare stoicamente la propria mano che aveva sbagliato il colpo mortale.
Orazio Coclite al ponte Sublicio: la scena rappresenta Orazio Coclite che combatte strenuamente contro i nemici, mentre i romani distruggono il ponte Sublicio per difendere la città dall'invasione etrusca.
La battaglia del lago Regillo: i Dioscuri, mitici gemelli figli di Giove, guidano l'esercito romano nella battaglia del lago Regillo che sancì la supremazia di Roma sulle città del Lazio.

Notevole è il soffitto a cassettoni con tele dipinte raffiguranti episodi del poema "La Gerusalemme Liberata". Le tele, attribuite al pittore Francesco Allegrini (1587-1663), furono trasferite in Campidoglio dopo il 1930 in seguito alla distruzione del Palazzo Mattei Paganica, dal quale provengono. Le porte lignee scolpite sono state realizzate nel 1643.

Affresco
Tommaso Laureti (1530-1602), 1587-1594
Affresco
Tommaso Laureti (1530-1602), 1587-1594
Affresco
Tommaso Laureti (1530-1602), 1587-1594
Affresco
Tommaso Laureti (1530-1602), 1587-1594
Scultura
1630
inv. MC1195
Scultura
1595
inv. MC1192
Scultura
390 d.C. circa
inv. MC0404

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